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Giulia Lassandro

 Psicologa e Psicoterapeuta 


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Assertività: cos'è, come svilupparla e vantaggi nella relazione

2026-09-24 11:47

Dott.ssa Giulia Lassandro

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Assertività: cos'è, come svilupparla e vantaggi nella relazione

Assertività: cos'è, come svilupparla e quale ruolo ha nell'espressione dei bisogni, nella gestione dei conflitti e nelle relazioni.

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“Non essendo possibile non comunicare, occorre sempre porsi il problema di comunicare”.

— P. Watzlawick

 

Quante volte ci è capitato di dire di “sì” quando, in realtà, avremmo voluto dire di “no”? Oppure di trattenere un pensiero, un’emozione o un bisogno per paura di creare tensioni, deludere qualcuno o generare un conflitto? E quante volte, al contrario, abbiamo esposto il nostro punto di vista in modo impulsivo o aggressivo, per poi pentircene?

Trovare il giusto equilibrio tra silenzio e aggressività non è sempre semplice. È qui che entra in gioco l’assertività: la capacità di comunicare in modo autentico, chiaro e rispettoso, esprimendo ciò che pensiamo, sentiamo e desideriamo senza prevaricare gli altri né mettere da parte noi stessi. 

 

Che cos’è l’asseritivtà? 

Il termine assertività deriva dal latino asserere, che significa “affermare” e “sostenere”, cioè affermare con convinzione il proprio pensiero.

Usando le parole di Manuel Smith (1975) «assertivo è un comportamento che permette a una persona di agire nel proprio pieno interesse, di difendere il proprio punto di vista senza ansia esagerata, di esprimere con sincerità e disinvoltura i propri sentimenti e di difendere i propri diritti senza ignorare quelli altrui». 

Prima di procedere con la definizione di assertività, ritengo doverosa una precisazione: l’assertività è una caratteristica che definisce un comportamento e non la persona. 

La comunicazione assertiva permette di manifestare i propri bisogni, desideri e punti di vista, ma anche di formulare critiche in modo efficace e costruttivo. A questo proposito, è utile distinguere tra una critica aggressiva, o anassertiva, e una critica costruttiva. 

Una critica è costruttiva quando è centrata sul problema o sul comportamento specifico da migliorare al fine di raggiungere un obiettivo comune; non è costruttiva una critica rivolta alla persona. 

Assertività non significa aggressività

In questa prospettiva, la comunicazione diventa uno strumento di confronto, collaborazione e  crescita reciproca, piuttosto che un mezzo di svalutazione e di giudizio dell’altro. 

 

Come sviluppare uno stile comunicativo assertivo?

Non si nasce necessariamente con uno stile di comunicazione assertiva: l’assertività può essere sviluppata attraverso la consapevolezza e l’allenamento.

Per poter esprimere le proprie emozioni, i propri desideri e bisogni è necessario, innanzitutto, riconoscerli. Potrebbe sembrare un aspetto banale, ma questo rappresenta un passo fondamentale. Se non sappiamo cosa stiamo provando, cosa desideriamo o quali sono i nostri limiti, diventa molto difficile comunicarlo agli altri. 

Pensiamo, per esempio, alle situazioni in cui dire di “no” a una richiesta ci risulta particolarmente difficile. Potremmo accettare qualcosa che non desideriamo fare perché abbiamo paura di deludere l’altra persona, di essere giudicati egoisti o di creare un conflitto. 

Altre volte può accadere l’opposto: di fronte a una richiesta che percepiamo come eccessiva o inopportuna, reagiamo imponendo il nostro punto di vista, alzando i toni o assumendo un atteggiamento aggressivo. 

In entrambi i casi, il punto non è compiacere l’altro o sovrastarlo, ma sentirsi liberi di poter esprimere ciò che pensiamo e di stabilire i nostri confini. 

Essere assertivi, infatti, non significa eliminare tutte le emozioni spiacevoli. Significa imparare a riconoscerle senza permettere che siano necessariamente loro a guidare le nostre scelte. 

 

Assertività e conflitto

La comunicazione assertiva può essere intesa come uno stile comunicativo maturo, rispettoso e orientato alla relazione. 

Non significa che nelle relazioni non ci saranno più conflitti. Il conflitto è una parte naturale delle relazioni umane e può nascere dalla presenza di bisogni, desideri, aspettative o punti di vista differenti. 

L’obiettivo dell’assertività non è quindi eliminare il conflitto, ma imparare a rimanervi all’interno in modo sufficientemente maturo, senza fuggire e senza cercare necessariamente di vincere. Si tratta dunque di un atteggiamento positivo verso di sé e verso l’altro in cui la persona si assume le proprie responsabilità di fronte a ciò che dice o che fa; è l’arte di dire la verità con gentilezza, del farsi valere senza urlare, dell’occupare il proprio spazio senza invadere quello dell’altro. 

 

I diritti assertivi

Per poter comunicare in modo assertivo è essenziale riconoscere e legittimare alcuni diritti fondamentali, validi in tutte le relazioni. 

  • Sentirsi in diritto di cambiare opinione;
  • Sentirsi in diritto di prendere del tempo prima di decidere;
  • Sentirsi in diritto di chiedere spiegazioni se la richiesta non risulta chiara;
  • Sentirsi in diritto di dire di no;
  • Sentirsi in diritto di sbagliare;

Leggere questi diritti potrebbe sembrare per alcuni banale o scontato. Ma se ci si fermiamo un momento a riflettere, quante volte riusciamo davvero a concederceli nella vita quotidiana? 

A volte, sentiamo la pressione di rispondere immediatamente, senza chiederci se abbiamo realmente il tempo o il desiderio per gestire la richiesta. 

Altre volte ci sentiamo in obbligo a sapere sempre tutto, anche quando avremmo bisogno di ulteriori informazioni. Oppure ci sentiamo obbligati a mantenere una posizione precedentemente espressa per paura di essere considerati incoerenti se cambiamo idea.  

Quando rinunciamo sistematicamente ai nostri bisogni per compiacere gli altri o per evitare di deluderli, possiamo finire per accumulare stress, frustrazione e senso di inefficacia. Nel tempo, questo può incidere anche sul modo in cui percepiamo noi stessi e sulle nostre risorse personali. 

Lo stile assertivo nasce dunque dalla consapevolezza di sé, dall’autostima e dalla fiducia nelle proprie risorse. 

 

Alcuni spunti pratici per allenare l’assertività

L’assertività non si costruisce soltanto attraverso la conoscenza teorica. È una competenza che può essere allenata nelle situazioni quotidiane.

 

1. Rallenta prima di rispondere

Non è necessario rispondere immediatamente a ogni richiesta.

Quando qualcuno ci chiede qualcosa, possiamo prenderci un momento per chiederci:

● Cosa sto provando?

● Che cosa desidero realmente?

● Ho tempo e risorse per accettare?

● Sto dicendo sì perché lo voglio o perché temo la reazione dell’altro?

 

A volte anche una semplice frase come “Ti faccio sapere più tardi” può aiutarci a recuperare uno spazio di scelta.

 

2. Impara a dire di no

Dire di no non significa necessariamente essere egoisti o non avere cura dell’altro. Un rifiuto può essere espresso con rispetto, senza bisogno di lunghe giustificazioni.

Per esempio: 

“Mi farebbe piacere aiutarti, ma in questo momento ho la priorità su un altro progetto.”

“Grazie per l’invito, ma stasera preferirei non uscire.”

“Ho visto la tua richiesta, ma in questo momento sono fuori ufficio. Ti risponderò appena possibile.”

Dire no significa riconoscere che anche il proprio tempo, le proprie energie e i propri bisogni hanno un valore.

 

3. Evita di giustificarti eccessivamente

Quando abbiamo difficoltà a dire no, possiamo sentire il bisogno di fornire molte spiegazioni per rendere il nostro rifiuto più accettabile.

Una motivazione può essere utile, ma non sempre è necessario convincere l’altro che il nostro no sia “abbastanza valido”. Un semplice: “Questa volta non riesco.” può essere sufficiente.

 

4. Parla a partire da te

 

Una delle strategie che possono favorire una comunicazione più efficace consiste nell’esprimere il proprio vissuto senza trasformarlo immediatamente in un’accusa.

 

Possiamo quindi passare da: “Tu non mi ascolti” 

a: “Io mi sento poco ascoltato quando vengo interrotto.”

 

La differenza può sembrare sottile, ma cambia il significato del messaggio: non stiamo definendo l’altro, ma stiamo raccontando come viviamo una determinata situazione.

 

I vantaggi dell’assertività nelle relazioni

 

Sviluppare una comunicazione maggiormente assertiva può avere effetti importanti sul modo in cui viviamo le relazioni.

Essere assertivi però non significa ottenere sempre ciò che desideriamo. L’altro potrebbe comunque non essere d’accordo con noi, potrebbe rifiutare la nostra richiesta o avere bisogni differenti.

L’obiettivo non è controllare la risposta dell’altro, ma assumersi la responsabilità di esprimere con chiarezza ciò che pensiamo e sentiamo, rispettando contemporaneamente noi stessi e l’altra persona.

 

In conclusione

L’assertività non è la capacità di dire sempre la cosa giusta, né quella di riuscire a gestire ogni situazione senza provare disagio.

È, piuttosto, la possibilità di dare spazio alla propria voce senza togliere spazio a quella dell’altro.

Significa imparare a dire sì quando lo desideriamo e no quando è necessario, poter cambiare idea, chiedere chiarimenti, esprimere un bisogno e accettare che l’altro possa non essere d’accordo con noi.

È un percorso che parte dalla conoscenza di sé e passa attraverso la possibilità di tollerare anche quelle emozioni che spesso ci spingono a rinunciare ai nostri bisogni: il senso di colpa, la paura del giudizio, la frustrazione o il timore di deludere.

Perché essere assertivi non significa non avere paura di dispiacere agli altri. Significa poter scegliere ciò che è importante per noi anche quando quella paura c’è.

Bibliografia:

 

Sanavio E. e Sanavio F., , Training di comunicazione assertiva, Trento, Erickson, 2023

 

Smith, M.J., When I say no, I feel guilty. New York, Dial Press/Random House, 1975.

 

Watzlawick P., Beaving J. H., Jackson D. D, Pragmatica della comunicazione umana. Studio dei modelli sistemici, delle patologie e dei paradossi, Roma, Astrolabio, 1971

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